Pronti alla rivoluzione della Ricerca Vocale?

Partiamo con una provocazione che vi fa capire perchè la ricerca vocale cambia tutto: per un bambino di 7 anni che inizia ad usare uno smartphone, la ricerca vocale è il modo più facile e naturale di accedere alle informazioni della rete e dare dei comandi ad oggetti connessi, senza bisogno di sapere scrivere correttamente e dedicare attenzione visiva.

Insieme alla ricerca per immagini, i giovanissimi usano la ricerca vocale come modalità primaria di interazione con le macchine perchè è facile e senza barriere di apprendimento ( saper scrivere), anche perché l’interazione vocale tra esseri umani scende mentre cresce sempre più via chat.

 

vocal search

 

Se ci pensi bene, oggi con gli smartphone più evoluti puoi ottenere informazioni mirate e fare un’azione (come chiamare un negozio o acquistare online) senza toccare il dispositivo o visitare un sito web, ma usando la sola voce.

Cercare con la voce fa risparmiare tempo e quindi risulterà vincente: permette il multitasking, richiede poco sforzo e poca attenzione, permette di essere più veloci rispetto al caso in cui devi scrivere. Come tante tecnologie che ci risolvono problemi, anche la Voice search forse ci impoverirà di alcune competenze oggi considerate essenziali, tuttavia in un’epoca dove l’impazienza domina, questa è la prospettiva più probabile ad oggi.

 

Vocal Search: come cambiano le risposte alle nostre domande?

Se quando scriviamo una domanda, dalle piattaforme attiviamo delle risposte testuali che alcune volte possono essere lunghe, in un ambiente vocale spesso le domande vocali hanno una risposta che deve essere breve e chiara. 

L’ambiente vocale è meno controllato e attiva un numero elevato di variabili, pertanto, dobbiamo analizzare ciò a cui la grande massa del potenziale pubblico è interessato. Google dice che nel periodo 2018-2020 le ricerche su dispositivi mobili su “dove acquistare” sono aumentate di oltre l’85% (Fonte: Surojit Chatterjee, Vice Presidente e product manager di Google Shopping) e a fine 2020 sempre secondo Google, il 20% di tutte le ricerche sono vocali

Un assistente vocale come Alexa o Google Assistant può eseguire attività ricorrenti come: impostare un timer, ascoltare la radio, attivare le funzioni dei dispositivi collegati (esempio: accendere le luci). La voice search è legata “al fare” più che all’intento di informare in modo puntuale: la massa del pubblico oggi usa la ricerca vocale per domande banali che attivano appunto un’azione.

Alcune app permettono all’utente di interagire con un’applicazione vocale. Ad esempio, interagire con l’applicazione di prenotazione hotel così da permettere all’utente di conoscere le prossime prenotazioni o il prezzo pagato per quelle passate. Un’altra funzione integrata nell’App di ricerca Google ( che utilizza Assistant ) è rispondere alle domande tipo ” risultati serie A”, leggendo uno dei testi ricavati dai risultati di ricerca e dai dati strutturati del sito che primeggia nel ranking.

Se però chiediamo con un comando vocale “come si dice in Inglese Biscotto? “, scatta un primo problema da risolvere. In inglese UK biscotto si dice “Biscuits”, mentre in Inglese USA si dice “cookie”.

Le sfumature culturali cross mercati sono ancora forti e in base ai dati in mio possesso ( con AvantGrade.com facciamo molta ricerca sul tema) nessun assistente vocale è in grado di capire ancora le sfumature locali.

Ad oggi la ricerca vocale viene usata principalmente per funzioni come conoscere il tempo, ascoltare musica, impostare una sveglia, ascoltare la radio, ascoltare le notizie di calcio.

Ricordiamo comunque che la voice search è una tecnologia giovane ( dal 2011 in avanti si è partiti con Siri, seguita poi da Google Assistant e Alexa ) e per le persone non native digitali non viene considerata tra le possibili opzioni di ricerca, forse perché è quasi un miracolo potere dialogare con una macchina e ottenere risposte sensate.

 

I grandi Player della ricerca vocale

Tutti i grandi player del digital stanno investendo da anni nella ricerca vocale: da Google Home di Alphabet, a Siri su Apple, Cortana su Microsoft, Alexa su Amazon per non parlare di Tencent azienda proprietaria di Wechat ( chat omnicomprensiva leader in Cina). La scommessa è sempre la stessa: gli utenti detteranno le ricerche o esigenze, migliorando gli assistenti vocali che diventeranno indispensabili. La nostra voce è il nuovo terreno di conquista dell’attenzione del consumatore e la battaglia è appena iniziata.

A livello di copertura, Google Assistant è presente in oltre un miliardo di dispositivi, e questo è un argomento sufficiente per convincere i Brand e gli inserzionisti a concentrarsi su di lui. Tuttavia, nel mercato principale degli USA, Alexa ha una leadership indiscussa nelle case, sia grazie ad Amazon Echo che all’acquisizione di RING, il nuovo acquisto di casa Amazon con cui puoi monitorare la tua casa da smartphone, tablet o PC e vedere, ascoltare e parlare a chiunque si trovi sulla tua proprietà. 

A mio parere il passaggio dalla supremazia del testo a quello della voce prenderà del tempo ma sarà epocale. Per questo molti Brand internazionali si stanno chiedendo a quale domande vocali dovranno rispondere, in che modalità e su quali dispositivi / assistenti vocali. 

Google ha diversi modi per aiutare il Brand a costruire la sua presenza vocale, attraverso:

  • contenuti indicizzati esistenti
  • lo sviluppo dell’applicazione vocale (chiamata Actions su Google)
  • l’attivazione delle azioni (Google Shopping Actions)

 

Fattori di ranking, Brand questions e momenti apicali

Esistono diversi modi in cui un assistente vocale recupera le risposte. Ad esempio, se è su un altoparlante intelligente come Google Home, l’assistente si affida alle app create per il dispositivo (tramite Google Actions) o utilizza il Web. SEMrush ha condotto uno studio che ha esaminato i fattori di ranking per una ricerca vocale. I loro obiettivi:

  • comprendere i parametri utilizzati da Google Assistant per selezionare le risposte alle query di ricerca vocale.
  • confrontare e comprendere le differenze nelle risposte ottenute da diversi dispositivi.

Tra i molti punti dati di quello studio, eccone alcuni da evidenziare:

  • Circa l’80% delle risposte scelte da Google Assistant sono state tra i primi tre risultati organici su tutti i dispositivi (Google Home, Google Home Mini e telefono Android).
  • Il 60% di tutte le risposte restituite da una ricerca vocale proveniva da snippet ( quindi occhio a SCHEMA) 
  • Il 70% di tutte le risposte ha occupato una delle funzionalità nella pagina dei risultati dei motori di ricerca (SERP)
  • La velocità di caricamento della pagina è stata un fattore importante su tutti i dispositivi.

Dalla mia esperienza, l’autorità e la fiducia del sito da cui proviene la risposta sono vitali in quanto sul vocale non ci si può permettere di dare la risposta sbagliata in quanto essendo unica può indurre in errore l’utente.

Il mio consiglio pratico è ricerca con la voce il tuo brand, usando sia le query conversazionale e basato su domande (chi, cosa, quando, perché e come) sia le affermazioni legate al brand come l’esempio “Siri il mio iphone è rotto” (vedi immagine sotto, in cui diplomaticamente Siri, pur capendo bene la domanda, mi mandi ai centri Apple):

 

"Siri - il mio iPhone è rotto"

 

Crea un elenco di ricerche vocali che ritieni possano essere utilizzate dal tuo pubblico. Come punto di partenza, guarda le query nella tua Search Console di Google (se non hai accesso a Search Console smonta la SEO agency adesso!): è probabile che più conversazioni provengano da ricerche vocali.

Può essere utile mappare queste domande in base al customer journey del tuo pubblico mentre interagiscono con te a diversi livelli. Ad esempio, cosa cercano le persone durante la fase di ricerca informatica, la fase di valutazione e la fase di acquisto?

Dopo che avrai compreso quali sono le domande vocali che possono esser fatte, domina la risposte: con la tua nuova ricerca di parole chiave legata al brand utilizza la ricerca vocale per scoprire se e come vengono visualizzate nei risultati. Se il tuo sito web o la mappa di Google non viene visualizzato, le tue pagine web non stanno facendo un buon lavoro nel soddisfare i fattori di classifica per la ricerca vocale.

Cerca poi di essere ovunque e prendi in considerazione la creazione di azioni su Google o Amazon Skills per inserire il tuo marchio nella customer journey del cliente. Per molti marchi, questo è un concetto più recente. 

 

L’immagine qui sotto mostra un’altra classificazione di tipo di domande vocali che possono capitare, giusto per farti ragionare sulle priorità.

 

 

Anche qui le ricerche con il tuo brand sono la priorità e vanno testate a livello internazionale. Riprendendo il caso della ricerca “Siri il mio iphone è rotto”, ho cercato dopo una decina di minuti “ Siri connettimi con il centro assistenza” (vedi immagine sotto).

In questo caso Siri non ha correlato il problema con il mio iPhone e in modo buffo mi ha mandato a centri di assistenza auto (anche se negli ultimi mesi non ho mai fatto ricerche in merito).

 

 

La voice search è imprevedibile e anche aziende come Apple stanno “connettendo i puntini”. Il mio consiglio per acquisire un vantaggio sulla voice search è:

  • Scrivere pagine e azioni che usano il linguaggio parlato
  • Focalizzarsi su come gli utenti utilizzano le parole nel tuo mercato target (Svizzera Tedesca è molto diversa da Austria)
  • Usare le parole specifiche ed il gergo settoriale di un’industria ( e noi del digital ne abbiamo quanto ne volete al punto che ho fatto un podcast)
  • Utilizzare i dati strutturati
  • Fare un SEO locale per le sedi locali e attività commerciali
  • Sfruttare le FAQ e scrivere contenuti / fare “actions/skills” che rispondano alle domande dell’utente

Ricorda che una delle priorità lato search è rispondere alle domande di servizio dei clienti attivi, specialmente se siete una grande azienda

 

Cosa vuole l’utente, quando

L’immagine che vedi sotto mette in relazione la tipologia di contenuto che l’utente è disposto a fruire in un contesto specifico. Da una parte il video, dall’altro l’audio. Dalla risposta a queste domande parte la decisione di un brand se e come sviluppare una Voice Search content strategy. 

 

 

 

Ci sono situazioni in cui possiamo solo ascoltare e non possiamo vedere un video: il classico esempio è quando guidi l’auto e li la ricerca vocale e le relative risposte sono una manna dal cielo ( per questo molte nuove auto stanno integrando gli assistenti vocali). Ci sono situazioni invece in cui possiamo solo vedere un video e attivare l’audio disturberebbe gli altri ad esempio durante il lavoro in Open space oppure a casa davanti alla TV .

Nei momenti in cui possiamo usare sia la vista che l’udito apre scenari in cui la concorrenza principale della ricerca vocale si chiama Youtube, il principale motore di ricerca di video al mondo.

Quale è la vostra situazione? Se il vostro brand viene consumato principalmente quando le persone hanno solo accesso all’udito, allora la voice search diventa cruciale. 

 

Un’altro aspetto da prendere in considerazione sono i 4 mini momenti sui quali gli utenti si muovono, a seconda del dispositivo utilizzato, quando interagiscono con gli assistenti vocali:

  1. Il momento “voglio sapere”: l’utente è in fase esplorativa, sta cercando informazioni generali su determinati argomento ma non sta cercando di comprare nulla. La conversione è ancora lontana ma forse questo è il momento in cui la concorrenza è più bassa
  2. Il momento “voglio andare”: il consumatore sta cercando un negozio o un’attività vicina a lui. L’assistente vocale in questione deve avere le informazioni legate alle ricerche locali per fare raggiungere un esercizio commerciale interrogando con la voce lo smartphone. Su questa tematica la mia agenzia ha sviluppato soluzioni che permettono di sincronizzare in modo scalabile tutte le informazioni geolocale su diverse piattaforme locali e vocali (inclusi ovviamente quelle di Apple, Amazon e Google)
  3. Il momento “voglio fare”: la persona cerca informazioni operative, le classiche richieste “come fare la pizza” per poter imparare ciò che gli interessa. questo è il momento in cui puoi conquistare la fiducia del cliente aiutandolo davvero
  4. Il momento “voglio comprare”. L’utente è pronto all’acquisto e il brand deve farsi trovare pronto anche dalle ricerche vocali. In questo ambito la ricerca vocale in Amazon è quella più avanti e integrata.

Incrocia i 4 momenti con le tipologie di domande e trova la tua matrice di priorità della voice search.

 

Non è oggetto di questo articolo tuttavia familiarizzate con il markup Speakable ( che identifica le sezioni all’interno di un articolo o una pagina web che sono più adatte per la riproduzione audio usando la sintesi vocale), Dialogflow ( strumento per configurare un’azione su Google) e le varie integrazioni di azioni che gravitano nel mondo Google.

La voice search è un tema affascinante e in continua evoluzione, se avete delle domande sul tema connettetevi con Ale Agostini su Linkedin e seguite il mio canale Youtube.

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