Intelligenza artificiale: come cambierà il digital marketing

L’ intelligenza artificiale è ormai alla base delle strategie di web marketing di un numero crescente di aziende. Vediamo come:

L’intelligenza artificiale e le aziende

L’intelligenza artificiale (acronimo AI) sta entrando nella vita di tutti i giorni: non a caso si sente parlare di auto capaci di riconoscere il proprietario semplicemente dai tratti fisionomici. Si tratta di un progresso dell’interazione uomo-macchina e, per capire meglio, basti pensare ai prototipi di AI che hanno introdotto la Apple con l’assistente virtuale Siri o Google con il suo Assistant, o all’integrazione sempre maggiore nei servizi offerti dai social network, come in alcune novità di LinkedIn nel 2018.

Alla luce di un simile orientamento, come può l’AI influire anche sulle scelte imprenditoriali delle aziende?

Il marketing è anche analisi del messaggio veicolato da un’immagine. In particolare, una mente umana è in grado di valutare se le immagini, la sequenza fotografica e gli effetti utilizzati per una campagna pubblicitaria rispondano al gusto dei possibili clienti ed all’obiettivo del messaggio. L’intelligenza artificiale può svolgere lo stesso task, con una programmazione a monte. Una volta che una quantità sufficiente di dati è presenti nella rete, l’AI è in grado di scegliere i contenuti da utilizzare in maniera indipendente sulla base di una metrica obiettivo (ad esempio il tasso di conversione di una pagina web che contiene la data immagine).

Personalizzazione

Un’azienda che certamente usa AI è Amazon, che attraverso una marea di dati (abitudini d’acquisto, cronologia degli acquisti, pagine visitate più tempo, pagine abbandonate, etc), senza algoritmi riesce a creare delle correlazioni e personalizzare l’offerta.

Amazon modifica continuamente i suggerimenti in tempo reale in base alle tue ricerche!

Analisi predittiva

L’intelligenza artificiale continuerà a trasformare il modo in cui acquistiamo online, ma i cambiamenti più rivoluzionari per l’e-commerce riguarderanno in realtà come i rivenditori online e le aziende B2B analizzeranno i processi dei clienti e prenderanno decisioni di marketing-mix . L’analisi predittiva consentirà all’IA di formulare giudizi e previsioni che fino ad oggi faceva solo l’uomo.

Cosa comporterà tutto questo? Con l’analisi predittiva i retailer online saranno in grado di tracciare il percorso che ha portato l’acquirente a finalizzare un acquisto, di comprendere se andrà scontato o meno un prodotto e di prevederne la propensione all’acquisto.

Possiamo considerare Amazon come una delle imprese pioniere nel capire e individuare al meglio i prodotti e gli interessi di ogni cliente, un modello da seguire (ma non sul lato strategico, dove bisogna cercare di difendersi da Amazon!) ed imitare per adattarsi alle novità che l’IA sta cercando di sviluppare sempre più.

L’intelligenza artificiale nel marketing creativo

Con il continuo sviluppo è possibile estendere le funzionalità dell’ AI in diversi settori. O meglio, sarebbe giusto tracciare una linea di confine fra: “estensione delle funzionalità” e “sostituzione”. L’IA, come abbiamo già detto, si sta implementando a tal punto da far sorgere qualche preoccupazione, soprattutto fra i protagonisti della comunicazione: L’IA sostituirà il lavoro di web marketer e analisti? Probabilmente no, ma AI si affiancherà al digital marketing per ottenere un ROI più alto rispetto alla concorrenza

Per quanto riguarda le immagini, possiamo citare alcuni esempi pratici di Intelligenza Artificiale molto diffusa fra le app, come: EyeEm, marketplace per la vendita e l’acquisto delle immagini scattate da smartphone, e Prisma, app che unisce arte e fotografia per ottenere scatti unici in cui creatività e realtà si fondono.

Con EyeEm è possibile acquistare milioni di immagini grazie al matching dell’IA con le proprie ricerche.

Dal punto di vista della scrittura, gli interventi dell’IA sono ancora più “invasivi”. Sempre rimanendo nel mondo dell app, è doveroso citare la capostipite: Shelley, la prima app capace di scrivere storie dell’orrore e pubblicarle attraverso il suo profilo Twitter. Andando verso una direzione sempre più pratica e funzionale, bisogna dar spazio anche alle applicazioni Crystal e Grammarly. Entrambe hanno come obiettivo quello di analizzare il contenuto e aiutarci nel migliorarlo seguendo i consigli relativi allo stile di comunicazione, la sintassi, il tono del discorso,etc.

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