Un trust mark italiano per dar fiducia agli e-commerce?

Il convegno organizzato il 3 luglio da Assolombarda, E-commerce la nuova via per l’export del Made in Italy, ha posto nuovamente sul tavolo la questione della fiducia del consumatore italiano verso i siti di commercio elettronico. Truffe, insufficienza nei livelli di sicurezza, superficialità nella gestione dei dati degli utenti, difficoltà nella restituzione della merce, rappresentano solo alcune delle paure che ci assalgono all’atto dell’acquisto online.

Ogni transazione online con la carta di credito si accompagna troppo spesso al pensiero “speriamo bene”. Ecco, nella mente del consumatore italiano è necessario che la certezza sostituisca la speranza, con una transazione commerciale che non ammetta dubbi e regole certe, con requisiti e caratteristiche minimi per tutti i siti di e-commerce.

Il Consorzio del commercio elettronico italiano, Netcomm, ha fatto un primo passo in questa direzione, con un sigillo di qualità, un trust mark, rivolto ai siti di e-commerce italiani che possono ottenerlo dopo la verifica dei requisiti. Ma è sufficiente vedere un bollino su un sito per darvi la stessa sicurezza del negozio sotto casa? Tutti noi vorremmo concentrarci solo sulle caratteristiche del prodotto che desideriamo acquistare, senza perdere tempo alla ricerca di opinioni (reali o fake?) sui siti che li offrono. L’idea di un “bollino” che elimini questo aspetto è interessante.

Oggi il mercato italiano è invaso dai gruppi internazionali di e-commerce. Nulla di male se il risultato giova alle tasche del consumatore italiano in termini di minor costo dei prodotti, però ci piacerebbe che i siti italiani di e-commerce potessero varcare di più i nostri confini sfruttando l’enorme potenziale di crescita del commercio elettronico in Europa.
E’ forse arrivato il momento di un bollino di qualità sovranazionale, targato EU, che garantisca l’affidabilità dei siti web che vendono merci e servizi. Se ne parla dal 2010 e diversi studi sono stati portati avanti per valutarne fattibilità e modalità organizzative, ma, ad oggi, il bollino di qualità EU e il relativo codice di condotta non sono realtà e rimaniamo sospesi tra la “Transazione eseguita con successo” e lo “speriamo bene”.

Vuoi saperne di più sui trust mark in Europa?

 Articolo a cura di Gretel Sello, Web Marketing Expert
image_print

Commenti

comments