Quale CMS ( web content management system) Proprietario o Open Source?

Scegliere bene il CMS ( web content management system ovvero la piattaforma per gestire i contenuti e la produzione dell’Html di un sito web ) è una di quelle decisioni importanti che determinano il successo o meno di un progetto che usa il web come canale di comunicazione; anche il Marketing che spesso è allergico all’Informatica deve capire bene le tutte implicazioni di questa scelta senza delegare alla cieca al reparto IT.

Per fare un paragone semplice, il CMS sta ad un sito internet web come le fondamenta stanno ad una costruzione: scegliere il best CMS per le proprie esigenze e tasche significa porre le basi per un progetto web di successo. Scegliere la piattaforma sbagliata significa incorrere in costi, sbattimenti enormi, limitazioni operative sulle azioni di marketing. Ci sono n aspetti da valutare quando decido quale CMS, in questo articolo ne tratterò uno dei più importanti: meglio un Content management system proprietario (ciò con un software sviluppato da un’azienda /web agency, accessibile solo a questa azienda che ne gestisce sviluppi e aggiornamenti ) o CMS open source  (ovvero basato su un software  open source accessibile a tutti)?

Se la vostra azienda spende meno di 1 milione di € in budget per il sito web (quindi il 90% delle PMI italiane), non ha un reparto di IT interno con le palle quadrate e non ha particolari esigenze settoriali (penso a chi usa il web per generare la stampa del catalogo), il mio personale consiglio è adottare CMS open source per almeno 4 motivi principali:

1) Libertà dal fornitore CMS: il fatto di essere open source significa che se domani litighi con la web agency /azienda che fornisce il CMS, chiami un nuovo sviluppatore che conosce l’open source in questione (WordPress, Drupal, Magento, Joomla o altri CMS open) e riparti senza noie e problemi

2) Meno Bugs: solo per il fatto di essere open source e quindi di avere all’attivo migliaia di siti che lo stanno usando (tanto per dire una statistica che dovrebbe parlare da sola al momento in cui scrivo WordPress è attivo su 58 milioni di siti ) gli open source diffusi sono certamente più rodati in quanto gli utilizzatori hanno già trovato dei bugs /problemi che sono stati risolti



3) Più Resa su Google a costo zero: quasi tutti i cms open source negli anni hanno aggiunto dei moduli gratuiti (plug-in) che aiutano al posizionamento sui  motori di ricerca e che si aggiornano costantemente senza bisogno di pagare la fee. Ad esempio se usate Word Press, sapete che si sono dei Plug-ins SEO gratuiti che vi aiuteranno ad uscire primi su Google come All in One SEO Pack, Google XML Sitemaps, Yet Another Related Posts Plugin, ShareThis, Facebook Like Button For WordPress e molti altri. Quale CMS proprietario potrai mai avere tutti i moduli di Word press, Magento e Drupal a costi vicini allo zero?

4) Meno Costi senza Compromessi sul Design: scegliere il content manager system aperto significa beneficiare di costi di sviluppo mediamente più bassi, focalizzando le risorse economiche sula creazione di grafiche belle ed impattanti. Molti siti web con grafiche belle ed impattanti usano open source su cui viene aggiunto un tema che può essere aggiornato quando si vuole dare una rinfrescata.

Insomma per le PMI Italiane io sono un pò scettico sui CMS proprietari che ti legano al fornitore a vita; la settimana scorsa un mio cliente mi ha informato che ri-lancia il design del sito web, passa ad un CMS proprietario basato su .net che permette di intervenire sui Meta Tags di ogni singola pagina (ottimo per il SEO!).  
Quando iniziammo a lavorare insieme nel 2009 sul vecchio CMS proprietario, la prima cosa che gli scrissi fu ” Valutare con attenzione ai CMS proprietari”.
Probabilmente ci occuperemo della migrazione SEO friendly di questo sito, ma spero proprio che il mio cliente abbia ponderato tutti i pro e contro della soluzione web content management system proprietario, perché adottare un CMS proprietario è un po come sposarsi con la web agency. Speriamo che sia quella giusta….  
image_print

Commenti

comments

Ale Agostini

Social & Search Engine Marketing Lover. Writer for HOEPLI ("Trovare clienti con Google"), Marketing Teacher for Iulm & Sole 24 h.
  • lorenza says:

    ottimo articolo

  • dario says:

    Il problema reale credo sia l’educazione delle aziende italiane. Noi siamo quelli del “so tutto io tanto è una cazzata” ritrovandosi poi con un sito che solo loro sanno che esiste. Ovviamente quando capiscono ed accettano la necessità di rivolgersi ad un professionista hanno già buttato soldi e tempo e si alterano sapendo di dover pagare qualcuno. Insomma non si possono convincere le aziende solo con i risultati, è vitale fargli cambiare prospettiva e approccio. Per la serie siamo sempre i primi a capire le cose.

  • Matteo Sorba says:

    Bell’articolo: bisogna continuare a spostare l’attenzione dagli strumenti proprietari ai software Open Source. Soprattutto nella pubblica amministrazione.

    C’è da dire che spesso il procedimento di scelta è affrontato nel modo scorretto.
    Non esiste un CMS migliore di altri a priori. Per questo bisogna focalizzare l’attenzione nella software selection su criteri di scelta e requisiti specifici per l’organizzazione:
    http://abstract.it/lab/articles/7-criteri-di-scelta-per-un-cms-opensource

  • giacomo says:

    Che ne pensi della piattaforma wordpress, è vero che non è adatta all’e-commerce?

    • Davide Lusiani says:

      Ciao Giacomo,
      A mio parere WordPress, in particolare grazie a diversi plug-in utili e completi, è una piattaforma adatta anche per creare e gestire un’e-commerce valido.
      Detto questo, ci sono sicuramente altri CMS ideati e creati appositamente per e-commerece, che hanno anche funzionalità più specifiche.
      Risulta quindi importante capire quali sono gli obiettivi e scegliere in base a quelli il CMS più adeguato (che potrebbe benissimo essere anche WordPress).