Ricerche Criptate su Google:+ $oldi, – Privacy?

Da qualche giorno Google ha annunciato un drastico cambiamento nella gestione delle interrogazioni: le ricerche che gli utenti faranno mentre sono loggati su Google/Gmail/Google Plus etc partiranno da https://www.google.com (notate la extra “s” dopo http, che significa l’utilizzo di un protocollo si sicurezza SSL) e normalmente non trasferiranno al sito visitato l’informazione di quale parola chiave è stata usata dall’utente su Google. Nel suo comunicato ufficiale, Google ha giustificato la mossa con il principio di “rendere il web piu’ sicuro”. E su questo principio siamo tutti d’accordo. L’unica cosa che davvero non torna è che c’è un’eccezione a questa protezione della privacy: Google infatti  invierà le parole chiave digitate SOLO nei casi in cui il click sulla pagine dei risultati venga dato ad un link a pagamento (vedi immagine sotto).

Sul web americano si sono scatenate varie reazioni a questa decisione discutibile di Google.


In sintesi Cosa Cambia per l’UTENTE :
  • Se cliccate i RISULTATI SPONSORIZZATI, le parole chiave della vostra ricerca saranno mandate al sito che ha comprato gli spazi su google ( MENO PRIVACY)
  • Se cliccate i risultati ORGANICI / NATURALI, avrete PIU’ PRIVACY in quanto le parole chiave della vostra ricerca saranno criptate (SSL) diventando indecifrabili per il sito che visitate.

La mia opinione in merito è molto critica nei confronti di Google: sebbene dal 2005 sono un loro fan ed ho anche recentemente scritto un libro su come trovare clienti con Google, questa volta ritengo che Google abbia fatto i conti male. Se mi dici che vuoi tutelare la privacy di chi cerca, allora questo principio vale sia i siti che comprano la pubblicità Adwords che per quelli che non lo fanno. Se davvero questa decisione volesse tutelare la privacy nella ricerca, allora Google dovrebbe applicare questo principio a TUTTI i siti web che non hanno un protocollo SSL.
Da utente, prima ancora che da esperto SEO, mi viene da pensare “Ma allora se cliccando i risultati sponsorizzati ho meno privacy, perché non privilegiare quelli naturali ?” A voi la risposta…

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Commenti

comments

Ale Agostini

Social & Search Engine Marketing Lover. Writer for HOEPLI ("Trovare clienti con Google"), Marketing Teacher for Iulm & Sole 24 h.
  • simo says:

    sulle suites tipo searchmetrics, rank tracker, aws eccetera per ora i dati saranno ancora registrabili anche per utenti loggati… vedremo poi se prenderanno contromisure ulteriori 🙂

    • aleago_wp says:

      Temo sia questione di settimane, su siti posizionati in USA mi risulta che già dal 22/10/11 la quota del traffico SEO “Not Set” stia aumentando. Vedremo

  • Marco says:

    Tra qualche anno il SEO sarà solo un ricordo lontano…L’advertising a pagamento Adwords e il SEM rimangono le uniche aree in cui le major come Big G puntano tutto e offriranno sempre supporto all’utente e, soprattutto, alle agenzie web che promuovono i servizi di advertising..

    • aleago_wp says:

      Allora inizio subito a cercarmi un nuovo lavoro:-)

      Se gli utenti capiscono che i risultati a pagamento ti danno MENO privacy, a mio parere c’è ancora molto spazio per il SEO che può essere considerata l’unica forma di pubblicità VERAMENTE RILEVANTE e NON invasiva