Ricerca Ibm sui Chief Marketing Officer: il consumatore disintermedia il marketing classico?

Ieri ho partecipato alla presentazione dei risultati della Ricerca Ibm sui Chief marketing officer CMO; il palcoscenico della presentazione di questo studio, condotto su 1700 chief marketing officer di 64 paesi appartenenti a 19 settori d’industria, è stata l’università Bocconi.

La macro sintesi della Ricerca CMO IBM è: i direttori marketing riconoscono  è in atto un cambiamento strutturale delle modalità di coinvolgimento dei clienti, ma si interroga sulla preparazione delle proprie organizzazioni a gestire tale cambiamento.

Oggi nell`epoca di google e facebook, esiste un eccesso di info a disposizione delle aziende che occorre sapere razionalizzare e rendere “azionabili”. Questo e`la prima fonte di incertezza dei CMO, seguita dalla necessita di coprire n device (pc,mobile,tablet,…).  La funzione marketing deve trovare il modo di estrarre il succo da questo mare in informazioni ed anticipare i bisogni emergenti ( =  creazione di  nuove nicchie/esigenze).

A mio parere tutto parte dal fatto che il consumatore  medio ha cambiato pelle: grazie a Google è in grado di cercare rapidamente info complete (inclusi i prezzi) che rendono il processo di acquisto sempre più digitalizzato (info commerce). Grazie a Facebook può documentarsi su cosa pensano altri utenti e amici dell’azienda / prodotto in questione.  Inoltre la gente si aspetta di avere un approccio personalizzato quanto interagisce con un azienda; attualmente pochi sanno farlo online (leggi amazon, facebook, apple e google) ma in futuro cio potrebbe essere dato quasi per scontato.

Con la pubblicità tv, ci si accontentava di GRP e Costo per contatto. Siccome oggi i consumatori e le azioni marketing si spostano sul digitale, i capi azienda si aspettano dai CMO delle misurazioni legate al ROI delle iniziative di marketing.

Ibm, colosso da 100 miliardi di dollari di fatturato annuo,  entra in modo importante sugli strumenti a supporto del marketing digitale (analytics, gestione campagne motori di ricerca, social) : se lo fanno loro significa che hanno dati a supporto della crescita di questo settore. Ottima news per gli operatori del marketing digitale, del SEO e del social media.

Ultima nota. Si è parlato del software Watson di IBM: riconosce il linguaggio naturale e cercando nell`enormi database,fornisce risposte al 95% accurate.interessante il fatto che e`stato sviluppato in Usa con la collaborazione della universita` di trento. per maggiori info sulla ricerca:http://www-03.ibm.com/press/it/it/pressrelease/35682.wss
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Ale Agostini

Social & Search Engine Marketing Lover. Writer for HOEPLI ("Trovare clienti con Google"), Marketing Teacher for Iulm & Sole 24 h.