Può il Marketing sopravvivere senza l’IT? Riflessioni dal SIPA Munich 2011 sui nuovi media digitali

Il marketing del nuovo millennio cambia rapidamente pelle: oltre ai classici media (tv, radio, fiere, stampa, etc) ci sono nuovi canali pubblicitari in fortissima ascesa (google, facebook,  apps, twitter etc) che vanno integrati con efficacia nel marketing mix. Ma per fare ciò, il responsabile marketing  deve integrare nel suo bagaglio di conoscenze le competenze tecnico informatiche associate al funzionamento di questi nuovi media digitali.

La rivoluzione in corso è molto rapida ed è associata all’aumento dell’utilizzo del web come fonte alternativa ai media classici: in base ad una ricerca fatta da Stateofthemedia.org relativa al mercato USA (http://stateofthemedia.org/2011/overview-2/), il mezzo Internet ha superato i giornali come fonte di informazione, seconda solo alla TV.

Where do you get your news?Ora, all’aumentare degli investimenti sui nuovi media digitali, il marketing classico rischia di essere sostituito dal “Mark-IT ”, la disciplina manageriale che fonde le competenze classiche di marketing con quelle di informatica e IT che occorre conoscere per usare nuovi canali pubblicitari quali Google, Facebook, Ipad, etc.  Queste sono le conclusioni che ho sintetizzato dopo aver ed partecipato e parlato al convegno internazionale degli editori SIPA.
Da trenta anni, SIPA, l’associazione internazionale dedicata a promuovere gli interessi degli editori, riunisce i suoi membri e promuove conferenze dove si ha l’opportunità di conoscere le case editrici più dinamiche del business. Il convegno tenutosi in Germania, è stato organizzato da Helmut Graf, presidente di VNR (l’azienda che controlla www.experto.de ).

SIPA Munich 2011

Insegnando all’università da tempo, riflettevo già da un po’ su questo tema. Ma due ulteriori indizi raccolti al SIPA Munich 2011, mi hanno portato a questa conclusione sul “Mark-IT”.

Primo indizio: durante la sua interessante presentazione, Richard Londersborough di Monitor International, ha confermato come alla base del successo di questa azienda, ci sia un aumento del team interno di informatica (da 1 persona a 25 in pochi anni) e degli investimenti nei nuovi media digitali. Business Monitor International (BMI) fornisce dati riservati, analisi, valutazioni, classifiche e previsioni aziendali che coprono 175 paesi e 22 settori industriali, con lo scopo di informare i processi decisionali aziendali ai più alti livelli di management. Richard, tuttavia, ha anche sottolineato che resta vitale investire nel reparto vendite e che comunque lui non vuole sovra pesare gli investimenti nei media digitali in quanto “ Non voglio che la mia azienda sia guidata da programmatori e tecnici IT”. Questa frase mi è ballata in testa per 3 giorni ed alla fine, ho capito una cosa importante: Richard sa che in talune funzioni il ruolo e le competenze informatiche dell’IT sono diventate preponderanti, necessarie e di cruciale importanza sugli equilibri aziendali, molto più del marketing.

Secondo indizio: molti degli interventi degli editori internazionali presenti al SIPA Munich 2011 (incluso il mio di cui trovate un astratto qui) hanno trattato tematiche relative a cosa fare nei nuovi canali pubblicitari digitali quali google, facebook, IPad e quant’altro.

Insomma, anche in un settore tradizionale come l’editoria specialistica, cresce il bisogno di sfruttare i nuovi media digitali. L’unico limite oggettivo all’introduzione di queste nuove modalità di comunicazione è la formazione aziendale: Helmut Graf segnalava, ad esempio, la difficoltà da parte di molte aziende tedesche a trovare degli ottimi direttori marketing che abbiano competenze a 360° sui nuovi media quali Google, Facebook, etc. Questa evidenza l’avevo già raccolta sul mercato italiano a mie spese, ma non avrei mai detto che tale questione avesse toccato anche il mercato manageriale tedesco, ovvero quello qualitativamente più referenziato di tutto Europa.

Ora, questi indizi mi portano ad una sintesi finale: il marketing del nuovo millennio diventerà presto “Mark-IT ”, ovvero, una nuova disciplina manageriale  di incrocio tra marketing classico ed informatica associata alle nuove tecnologie digitali. Siamo in una fase di transizione manageriale in cui i responsabili marketing di 40 anni non hanno le competenze IT per capire a fondo come usare i vari google e facebook, mentre ai giovani neolaureati in marketing e comunicazione manca l’esperienza aziendale per valutare come i nuovi media possono aiutare concretamente le aziende a crescere.

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  • Elena scrive:

    Sono riflessioni interessanti. Oramai infatti il marketing digitale e tradizionale sono integrati tra di loro. Quello tradizionale non è assolutamente morto ma sta cambiando alcune regole per adeguarsi ai cambiamenti dovuti ad uno scenario sempre più IT e web centrico. Ritengo che oggi per le aziende sia davvero importante collaborare con personale esperto e qualificato che sia in grado di sviluppare strategie di marketing digitale e capire velocemente come implementarle…cosa non sempre ovvia e facile in una fase di “transizione manageriale” come fai ben notare.

    • aleago_wp scrive:

      in Germania ho notato grandi progressi negli ultimi 12 mesi. Anche settori tradizionali si stanno aprendo ai nuovi media. In Italia vedo nuvoloso all’orizzonte… Al SIPA 2011 c’erano 70 editori di 25 nazioni: L’Italia era assente. Quanto durerà la Transizione manageriale in Italia?

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