L’importanza dell’analisi e della scelta dei “Big Data” nel 2014

Il profondo impatto della crescita dei dati nel successo (o insuccesso) del marketing

Grafico "Big Data"Spesso nel mondo del Marketing si pensa che i dati siano sempre serviti per aiutare i marketers a prendere le decisioni migliori per poter seguire e conoscere in maniera sempre più dettagliata i gusti, gli atteggiamenti, gli usi e i comportamenti di acquisto del target dei propri consumatori. Non è una novità sapere che anno dopo anno la quantità di questi dati aumenta quasi esponenzialmente. Un prima analisi porterebbe a pensare che questo possa portare solo vantaggi e che il consumatore si ritrovi alla mercè di tutti quelle società e quei marketers che raccolgono, organizzano e analizzano i dati, per proporre al consumatore il prodotto, il packaging, la promozione e il canale migliore! Ma allora perchè questo non succede sempre? Perchè anche le migliori aziende sbagliano? Non riuscendo a cogliere i bisogni dei consumatori? Perchè non riesce a individuare le Persona corretta?

Gli errori nell’analisi dei “Big Data”

Avere migliaia di dati a disposizione, quindi, non è sinonimo di conoscenza, ne di risultato assicurato, anzi, più questi dati crescono, più diventa complicato organizzarli e dare loro un significato utile per l’obiettivo di Marketing. Un quarto di questi dati, infatti, risultano spesso sbagliati, non tanto nella raccolta, ma proprio nel momento di analisi, e questo non può che portare ad un risultato finale diverso da quello ottimale.
Il grafico sotto sottolinea come questi errori siano per la maggior parte causati da errori umani (secondo Experian il 53% delle aziende usa metodi manuali per la “pulizia” dei dati), mancanza di comunicazione o risorse interne all’azienda, o, peggio ancora, da una strategia sbagliata nel recupero o nell’analisi degli stessi. Errori nella lettura dei Big Data  

Cosa comporta questo nel mondo della SEM e SMM?

Anche le quantità di “Big Data” che i motori di ricerca con i loro strumenti, ma non solo, mettono a disposizione di un Analista SEM sono enormi, e un errore di analisi in fase di preparazione della strategia potrebbe portare a esiti disastrosi al momento de raggiungimento di un obiettivo prefissato.
Tre sono le fasi in cui bisogna procedere con la massima attenzione, con la massima disponibilità di comunicazione tra i rami aziendali e con la massima intelligenza nella scelta degli strumenti migliori per ogni singolo lavoro:

SCELTA DELLE KEYWORDS: Personalmente la considero LA fase più importante in un progetto SEO o PPC e grazie a molti strumenti a disposizione di un analista SEM (adwords, ubersuggest, SEMRush, SocialMentions….), la mole di informazioni sulle parole chiave è molto ampia. Non aver bene in mente un metodo e l’obiettivo prima di iniziare, soprattutto su grossi progetti, dove più persone si occupano dello studio delle Keywords, con la necessità di un’azione anche di coordinamento, rischia di mandare a monte l’intero piano. Posizionarsi sulle Key sbagliate potrebbe non portare traffico al sito, portare traffico, ma non di qualità, abbassando il tasso di conversione e aumentando il bounce, peggiorando cosi anche la fiducia di Google nel sito stesso, o portare traffico, ma mal geolocalizzato, quindi inutile.

SCELTA DEL CANALE: Posizionamento organico o PPC? Adwords o Social Advertising? SEO o Social Media Strategy? Quale Social utilizzo? Farsi prendere dalle idee, dalle intuizioni nella risposta a queste domande, facendo il cieco pur avendo la risposta davanti agli occhi, può portare gli stessi problemi dati da un errore nella scelta delle Keywords. Perchè devo scegliere la SEO se i miei potenziali clienti mi cercano solo in determinati momenti dell’anno? Forse sarebbero meglio campagne mirate di PPC, in modo da alzare anche il tasso di conversione della Landing. Pechè devo essere per forza su Facebook, quando si tratta di un’attività B2B, analizzando la tipologia e il comportamento dei miei potenziali clienti una strategia SEO può portare a risultati molto migliori come quantità e qualità?

ANALISI DEI RISULTATI: Un’attività da fare in continuazione, per monitorare e, se necessario dare qualche aggiustamento alla campagna in corso. Ma anche in questo caso i dati a disposizione sono molti, grazie anche a una serie di strumenti, Analytics, WebMasterTool, Majestic SEO, Adwords, RankTracker, SpeedSite, SEO Quake, Ahref e molti altri…

In ogni momento, parlando di Marketing digitale, abbiamo a disposizione tutto quello che ci serve, ma spesso ci perdiamo in mezzo ad altra dati che in quello specifico caso non ci servono, o siamo più interessati a trovare i dati che ci fanno fare bella figura, piuttosto che quelli che ci fanno capire in che situazione siamo…

In conclusione, è proprio analizzando i dati nelle tabelle di questo post che si può capire come il marketing non è fatto solo di belle idee e prima di poterti definire un SEO, un SMM o semplicemente un “markettaro”, devi poterti definire un analista, non puoi dire di saper fare questi lavori sapendo solo cosa devi fare, senza sapere ancora prima il come lo devi fare.
image_print

Commenti

comments