Il Mobile Marketing: una magia da realizzare

Se l’utilizzo del mobile è cresciuto del 51% rispetto allo scorso anno e se per l’86% del tempo che trascorriamo su mobile usiamo un’app per giocare, o per interagire con gli altri (come Facebook, Twitter, ecc…) ne consegue che un’azienda è tenuta ad utilizzare anche il Mobile Marketing se vuole continuare a coinvolgere e fidelizzare il proprio pubblico.

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Le app, se da un lato offrono alle persone la possibilità di utilizzare dei servizi, di divertirsi giocando o di usufruire di contenuti coinvolgenti, dall’altro lato diventano uno strumento indispensabile per le aziende per raccogliere informazioni sui propri clienti, conoscerne le abitudini, poterne prevenire le azioni e per comprenderne le opinioni in merito al servizio offerto o allo stesso brand.

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Una delle conseguenze che provengono dall’analisi dei dati forniti dalle app è la possibilità di realizzare una comunicazione mirata, personalizzata e diretta: al centro della comunicazione viene posto ciascun cliente, perché lo si conosce per nome, si sa quali sono i suoi interessi e perché si può essere presenti nel momento del bisogno, comunicandoglielo con un messaggio personalizzato.

Come realizzare la magia del Mobile Marketing?

1. La conoscenza personale
La registrazione necessaria per acceder ai servizi offerti dall’app ci fornisce informazioni circa il profilo demografico (il nome, l’età, il genere), ma ci consente anche di conoscere quali sono le preferenze per quanto riguarda la tecnologia utilizzata (il device utilizzato e il sistema operativo) e quali sono gli interessi.
Tutte queste informazioni devono essere utilizzare dall’azienda per la costruzione delle buyer personas, gli archetipi utili per identificare tipologie di utenti e soprattutto per capire quali siano le motivazioni sottostanti le loro azioni.
Le persone possono così essere attivate in base alle loro caratteristiche che li contraddistinguono: si potranno inviare loro dei messaggi personalizzati ad esempio in base al sesso, all’età o alla geolocalizzazione.

2. Il coinvolgimento
L’analisi dei dati raccolti nel web, ma soprattutto tramite l’app nativa, ci fornisce importanti informazioni su come si muovono le persone in rete, attraverso quali siti: questo consente di capire cosa interessa loro di più e in quali momenti della giornata sono più attivi sulla nostra app.
Capire come i nostri utenti interagiscono con il nostro brand è di fondamentale importanza: si possono individuare i fattori chiave in termini di comportamento che trasformano le persone in top-users, si possono identificare i diversi livelli di interazione e quindi le diverse tipologie di clienti raggruppati in base alla relazione che hanno con il brand. In base al diverso livello di coinvolgimento, si potranno articolare diversi messaggi da inviare in-app o direttamente: per i clienti attivi, per quelli clienti “dormienti”, per i nuovi clienti, o per quelli di passaggio.
Si possono anche individuare dei segnali d’allarme per identificare i clienti che stanno per abbandonarci (ad esempio, semplificando, se si rilevasse una minor frequenza d’uso dell’app) e ridurre il tasso di abbandono.

3. Empatia
Se si impara a conosce il proprio pubblico e lo si ama, non si può che entrare in empatia con lui, non si può che conoscerne i movimenti nel web, quali siti visita più frequentemente, a quali argomenti è più interessato, ma anche le preferenze accordate e magari cosa mette nella wishing list: sono tutte informazioni molto utili.
Ad esempio: se si volesse promuovere un libro sul SEO, sarebbe fondamentale sapere chi ha manifestato interesse circa questo tema e inviare tramite l’app un messaggio personalizzato.
L’individuazione delle affinità è molto utile e si trasforma in uno strumento incredibilmente efficace se si combinano le affinity con le caratteristiche e gli interessi specifici delle persone.
Ad esempio, se si operasse nell’e-commerce e si volesse promuovere la vendita di abbigliamento a giovani donne, la conoscenza delle caratteristiche personali (sesso ed età) consentirebbe di verificare quali sono le persone in target. Un’informazione aggiuntiva e relativa al comportamento tenuto sull’app nell’ultima settimana consentirebbe di individuare chi ha visitato la relativa sezione dedicata all’abbigliamento femminile per più di 5 volte negli ultimi 7 giorni (ottimo indicatore di un elevato interesse verso l’argomento): l’invio di un messaggio mirato a delle persone così individuate troverebbe pertanto un terreno alquanto fertile per convertire la visita in una vendita.

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Concludendo, poiché lo scenario in cui le aziende si stanno muovendo è sempre più caratterizzato da una frammentazione e diversificazione nell’uso dei device, occorre presidiare i diversi canali, soprattutto quelli più utilizzati nel prossimo futuro, offrendo ai clienti contenuti che corrispondono ai loro interessi e alle loro esigenze e comunicando con loro mediante messaggi personalizzati.

stovaglieri
L’Autore
Un masala di spezie sapientemente scelte e mescolate: questa è la sua formazione professionale, che spazia dalle ricerche di mercato, al marketing digitale, con una spiccata passione per Google e lo Storytelling.
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