Guida al diritto all’oblio online su Google (RTF)

Dopo aver deciso la lunghezza della zucchina e della banana, l’Europa (in questo caso la Corte superiore dell’Unione europea) ha deciso che Google debba permettere alle persone di “essere dimenticate online” ovvero di avere il diritto di richiedere la rimozione di risultati sgraditi dalle ricerche sui motori di ricerca associate al proprio nome (diritto all’oblio o right to be forgotten).

Diritto all'oblio

A seguito della sentenza del maggio 2014 scatenata da un cittadino spagnolo che era stato pignorato anni fa (Mario Costeja González), Google ha implementato un form per gestire la richiesta per essere dimenticati e da Giugno 2014 ha iniziato con la rimozione di risultati dal suo motore di ricerca, notificando via email i primi individui che hanno usato il RTF per informarli che i collegamenti che avevano richiesto venivano rimossi. Nei mesi scorsi ho usato il form per un mio cliente e di seguito trovate la guida al diritto all’oblio online su Google ad oggi.

Cosa è il diritto all’oblio online o right to be forgotten?

Se sei cittadino europeo (quindi anche unione europea area non €), la Corte EU (C-131/12, 13 maggio 2014) ha stabilito che puoi chiedere ai motori di ricerca di rimuovere risultati relativi a interrogazioni che includono “il tuo nome”/”il tuo nome + altro termine” relativi alla tua reputazione su Google. Se sei italiano e ti chiami “Mario Vacca” e quando cerchi su google.IT il tuo nome esce un articolo che parla della bancarotta che hai fatto 10 anni fa per la quale sei stato assolto, puoi chiedere tramite il form RTF di Google di rimuovere questi risultati associati alle ricerche “Mario Vacca” e “Mario Vacca Bancarotta” ad esempio.  Per la cronaca anche Bing ha introdotto lo stesso form RTF.

Quali sono i requisiti in cui si applica il diritto all’oblio online RTF?

Per poter essere rimossi, la richiesta deve provenire da un cittadino europeo (quindi se sei russo o cambogiano non puoi richiedere nulla). I risultati visualizzati associati alla ricerca del tuo nome devono essere “obsoleti, inadeguati, irrilevanti o non più rilevanti”. Ad esempio Mario Costeja González ha richiesto la rimozione dei risultati associati al suo nome relativi alla messa all’asta per economici della sua casa nel 1999.

Quanti risultati posso richiedere di rimuovere?

Attraverso il form di richiesta devi indicare ogni specifica URL che vuoi rimuovere e dettagliare per ogni URL perché consideri sia inadeguata/non più rilevante.
  1. Identificare ogni risultato nell’elenco di risultati che si desidera venga rimosso indicando l’URL della pagina web a cui tale risultato rimanda (L’URL può essere tratto dalla barra del browser dopo avere fatto clic sul risultato di ricerca in questione).
  2. Spiegare il motivo per cui la pagina web a cui rimanda il link la riguarda (oppure, se sta inviando il modulo per conto di qualcun altro, perché la pagina riguarda la persona in questione).
  3. Spiegare per ogni URL il motivo per cui il relativo inserimento nei risultati di ricerca è irrilevante, obsoleto o comunque discutibile.

Cosa succede dopo che fai la richiesta di rimozione RTF a Google?

Le richieste di rimozione RTF ricevute da Google che rispettano i requisiti minimi vengono messe in una coda di produzione e valutate singolarmente. Alla fine l’individuo/agenzia di ORM riceve un email con notifica dell’esito. Dopo che ho seguito la pratica per un mio cliente (compilazione form il 10 giugno, risposta il 28 luglio) ho ricevuto questo email da removals@google.com : “Gentile Agostini, La ringraziamo per il suo messaggio. In merito ai seguenti URL: www. ListaURLdarimuovere
In questo caso sembra che gli URL riguardino questioni di sostanziale interesse per il pubblico in relazione alle competenze professionali del suo cliente. Ad esempio, questi URL potrebbero interessare potenziali consumatori, utenti o beneficiari dei suoi servizi. Di conseguenza, il riferimento al documento in questione nei nostri risultati di ricerca relativi al suo nome è giustificato dall’interesse del pubblico di avervi accesso.
Per il momento, Google ha deciso di non prendere provvedimenti riguardo gli URLs in questione.
Potrebbe avere il diritto di sottoporre la questione all’autorità per la protezione dei dati del suo Paese se non è soddisfatto della decisione presa da Google. Può includere nella comunicazione all’autorità il numero di riferimento 6-59430000XXX ed una copia della conferma di invio del modulo relativo alla richiesta presentata a Google. Può inviare la richiesta di rimozione direttamente al webmaster che gestisce il sito in questione. Il webmaster ha la possibilità di rimuovere i contenuti in questione dal Web, oppure di impedirne la visualizzazione nei motori di ricerca. Può visitare il sito all’indirizzo https://support.google.com/websearch/answer/9109?hl=it per sapere come contattare il webmaster di un sito.
Se nei risultati della Ricerca Google vengono ancora visualizzati contenuti obsoleti di un sito, può chiedere a Google di aggiornare o rimuovere la pagina utilizzando lo strumento per le richieste di rimozione di pagine web all’indirizzo http://www.google.com/webmasters/tools/removals.” Nel caso in cui la rimozione fosse stata accettata, nella pagina dei risultati apparirà un richiamo alla rimozione. Qui trovate altri link Utili sul Diritto all’oblio.

Sintesi: Google rimbalza la patata
Su 6 richieste di oblio sulle quali ho dato la mia consulenza da giugno ad oggi, ho ricevuto 4 risposte (in media l’attesa sono 40 gg) di cui 1 positiva ed 3 negative. Mi sono fatto questa idea sulle richieste di rimozione RTF: salvo casi limite Google decide di non agire e rimandare la patata bollente al mittente nazionale ovvero all’autorità per la protezione dei dati del tuo Paese (che dovrà accettare la direttiva della corte EU). L’Europa dei tecnocrati ha disciplinato la questione “right to forget” senza conoscere a fondo come funziona un motore di ricerca (come ha fatto con le zucchine); Google non potendo rifiutare ha messo una toppa provvisoria in attesa di vedere come evolve il quadro legislativo. Ho molti amici nel settore legale e questo oblio sta generando nuove pratiche. Se chi legge vuole proteggere la propria reputazione online, il metodo migliore è e resta per ora un buon SEO ed ORM e per iniziare una buona lettura su come gestire la tua reputazione online. Lunga vita al SEO….
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Ale Agostini

Social & Search Engine Marketing Lover. Writer for HOEPLI ("Trovare clienti con Google"), Marketing Teacher for Iulm & Sole 24 h.
SEO/SEM
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