• Web Marketing

Mai più coda grazie a Google!

Grande novità in casa Google: oggi puoi sapere in tempo reale se il ristorante o il negozio dove stai andando in questo momento è affollato o meno. Insomma con Google puoi evitare la coda con una semplice ricerca.

Popular_Times
La nuova funzione chiamata Popular Times e’ disponibile all’interno della scheda google MyBusiness di ciascun punto vendita a condizione che esso riceva un minimo di Visite ( in questo caso intendo visite fisiche da parte di utenti, non visite web) sufficienti per poter stabilire un grado di affollamento medio.
La funzione e’ disponibile quando viene fatta la ricerca del nome del negozio da dispositivo smartphone o tablet, come mostra la schermata per la ricerca “Zara Varese” fatta durante il pomeriggio del Cyber Monday. Come si può vedere lo strumento comunica in diretta che il negozio è “Più affollato del solito” e che il tempo medio di permanenza dei clienti è di 25 minuti. Scorrendo verso destra posso anche vedere l’affluenza media per i prossimi giorni della settimana.
I dati in diretta sono puntuali ed affidabili in quanto sfruttano in modo anonimo la presenza di dispositivi mobile che hanno il GPS attivato in quello specifico punto geografico.

Se sei un’azienda puoi sfruttare questa nuova opportunità e le altre legate al Marketing di Prossimità per incrementare le tue vendite online e offline. Personalmente sto studiando anche l’ interfaccia Api per i nostri clienti con più retail.
Provate quindi anche voi Popular Times per controllare l’affluenza del ristorante la prossima volta che uscire a cena!

Iscriviti alla nostra Newsletter

image_print

Continue Reading No Comments

Rivoluzione: l’indice Google diventa Mobile 1st

L’indice primario di Google diventa quello Mobile e cambia TUTTO: inizia l’era in cui lo smartphone supera il Desktop anche per Big G. In pratica cosa succede?

ipad-605440_1280

Gli algoritmi del motore di ricerca utilizzeranno in primo luogo la versione mobile del contenuto di una pagina web per classificarla e decidere il suo ranking: fino a ieri infatti, la versione primaria usata era quella desktop (ognuno ha i suoi limiti derivanti dal suo passato, Google nasce nell’era dei desktop 1999).
In gergo tecnico, GoogleBot-Mobile diventa predominante verso GoogleBot (qui trovate un ripasso su come funziona il processo di indicizzazione Google)

A partire da Novembre 2016 inizia il passaggio verso l’indice Google Mobile 1st: cosa deve fare un SEO Specialist che gestisce un sito?

Ci sono 2 Scenari:

a) Sito Responsive
Se il vostro sito è responsive ( o con pubblicazione dinamica), ed il contenuto primario e markup è equivalente tra mobile e desktop, non dovreste fare nessun cambio strutturale L’unica variabile da tenere sotto controllo è verificare come avverrà l’indicizzazione sul nuovo indice primario e pulire le pagine da markup strutturati non rilevanti.

b) M. Site
Se il vostro sito è mobile ed il contenuto primario (foto, testo, markup) non è equivalente tra m.site e desktop, dovreste – rivendicare su Google Search console entrambi le versioni (m.site.it e site.it) – verificare che la versione mobile è accessibile a Googlebot-Mobile Utilizzando lo strumento di test robots.txt (guida robots.txt qui) – Assicurarsi di servire tutti i markup strutturati sia per il desktop e versione mobile; i dati strutturati su un sito mobile devono essere solo quelli strettamente rilevanti per lo specifico contenuto informativo di ciascun documento.

Ultima cosa: non servono modifiche ai rel canonical e href lang per il momento, che di fatto non vengono toccati dal progressivo passaggio al Mobile first Index.

image_print

Continue Reading No Comments

3 potenti strumenti per “Andare a Comandare” su Linkedin

Ognuno di noi è una media company e per fare carriera in azienda anche il manager deve fare conoscere il suo brand personal: tra i social media utili a questo fine il primo posto va LinkedIn, il più potente strumento di personal branding professionale.
linkedin

Ecco tre utili strumenti per risparmiare tempo, organizzare e potenziare la tua performance sul social professionale appena comprato da Microsoft. Alcuni strumenti sono gratis, altri a pagamento, altri sono semplici estensioni da potete aggiungere al browser Chrome.

  1. LinkedIn Connection Revealer (estensione Chrome):
    Linkedin adora i “vedo e non vedo” infatti sopra le 500 connessioni di primo grado nasconde il dato. Quindi non puoi distinguere se un profilo ha 501 connessioni o 5.000. Questa estensione visualizzerà il numero effettivo di connessioni che i tuoi contatti hanno – anche se è oltre 500. Mostrato comodamente sulla loro pagina di profilo tra parentesi (devi visitare il profilo e lo vedrai accanto al 500 come nell’esempio dell’amico Salvatore Russo che ha circa 3.000 connessioni di primo grado). La uso da 3 mesi, mi sembra semplice ma costa 0.

    linkedin-connection

  2. Hootsuite (Strumento e estensione Chrome a pagamento):
    ti permette di gestire in un’unico punto più piattaforme di social media (LinkedIn, Twitter, Facebook ed altre). Buona la sua facilità d’uso, la possibilità di personalizzare le colonne, le viste alle proprie preferenze, disponibile sia su browser che App (io lo uso su Ipad e funziona discretamente anche se talvolta si disconnettono alcuni social). Molto utile la possibilità di pianificare i Link da postare negli orari/giorni in cui non ci sei, come mostrato dall’immagine sotto.

    hootsuite-2016-10-22_0951

  3. Slideshare (Gratis):
    è un eccellente tool di condivisione delle presentazioni di proprietà di LinkedIn. Puoi condividere i contenuti nel formato di presentazione, ri-proponendo quello che fai in pubblico come ad esempio il mio intervento a SMAU Milano del 25/10/2016 che trovate qui sotto.


    Potresti anche prendere un video o una serie di immagini e riproporle in un gruppo di diapositive in Slideshare con dei messaggi chiave. Molte aziende usano slideshare x condividere le presentazioni delle ultime conferenze o eventi; puoi seguire o essere seguito (segui il mio profilo Slideshare).La piattaforma ha più di 60 milioni di visitatori unici ogni mese. Dentro hai anche una serie interessante di analytics.

image_print

Continue Reading No Comments

3 colossi del digital che ti spiano a casa

I colossi del web hanno trovato il modo di spiare le nostre conversazioni verbali usando Tv di casa e smartphone. Ecco come:

3 colossi digital spiano

App per lo smartphone di Facebook
Leggendo con attenzione le condizioni di servizio dell’App di Facebook, scopro che il social più usato richiede (e si prende) il permesso di accendere il microfono e la fotocamera del tuo cellulare in modo completamente silente e invisibile (quindi anche senza accendere alcuna luce o attivare un suono). Quindi senza che tu ti possa accorgere, Facebook potrebbe attivare il microfono dello smartphone e acquisire l’audio delle tue conversazioni (quello delle chat lo ha già con Whatsapp). Se anche voi vi domandate perché ciò possa accadere condividete questo articolo.

Amazon Echo
Il nuovo elegante prodotto di Bezos, per ora disponibile in pochi paesi, è uno speaker da casa a cui puoi impartire comandi e ricerche vocali su Amazon e far riprodurre musica. Ciò implica che il microfono del nuovo Echo sia sempre attivo e quando gli dici qualcosa, attraverso sistemi di riconoscimento vocale automatico, Echo trascrive e manda una stringa della tua richiesta ai server Amazon (più info su come funziona la voice search). Un amico “super-geek” in USA che lo sta provando, sembrerebbe aver notato che le conversazioni che ha fatto quando era vicino a Echo avrebbero generato un remarketing “in tema” e cross-device sul suo account Amazon legato specificatamente a quello che ha detto a casa (senza mai digitarlo). Quindi potenzialmente dicendo alla tua fidanzata “devo comprarti il nuovo libro di Potter”, Amazon potrebbe attivarti un retargeting mirato quando vai poi online.
Dato di fatto è che Amazon sta puntando molto sul progetto Echo, come conferma la notizia di questi giorni sul nuovo servizio “Music Unlimited” per il mercato americano, il quale prevede tariffe agevolate proprio per i possessori dei prodotti Echo, oltre che per gli abbonati Prime.

Google Chrome Cast
È la chiave USB di Google che metti nello smart TV di casa che ti permette di trasferire contenuti audio e video da Pc / Tablet / Smartphone al tuo TV senza cavi ed in gran comodità. Per usarlo devi accedere al tuo account Google e sembrerebbe che in USA una volta che hai messo la chiave USB, Google possa tracciare le pubblicità che vedi (e che salti), per poi attivare un remarketing sulla base del tuo comportamento di zapping e fruizione televisiva.

Forse ha ragione Wired quando dice che queste tecnologie sono un cavallo di troia per sviluppare l’intelligenza artificiale e monetizzare ancora meglio le info. Se pensi che questi colossi del Digital stanno esagerando con l’invasione della nostra privacy, condividi questo articolo taggandomi.
image_print

Continue Reading No Comments

Newsjacking: cavalca il flusso delle breaking news

newsjacking

Il Newsjacking è una tecnica che prevede di identificare delle notizie o temi caldi della stretta attualità e agganciarvisi, producendo contenuti che vadano a cavalcare un trend di crescente interesse appena nato.

Ma come individuare queste notizie quando “stanno decollando”?

Per cercare le breaking news adatte e cavalcare l’ondata di interesse del pubblico attraverso il Real Time Marketing, un tipo di approccio è quello di seguire blog e profili social autorevoli su una data tematica, o affidarsi a strumenti come Google News e Google Trend, utili fonti per conoscere le news del momento e le keyword di ricerca correlate. Per fare Newsjacking non hai bisogno di un sito, come mostra questo esempio usando Linkedin Pulse sul cambio di policy Whatsapp.

Il Newsjacking è una nuova e potente opportunità di fare Web Marketing associato al vostro brand. Per farlo però cercare notizie non basta, occorre che siano legate e coerenti con la nostra brand identity. Fondamentale è inoltre pubblicarle al momento giusto, intercettando il momento di maggior interesse da parte del pubblico come mostra il grafico dell’amico Riccardo Scandellari che trovate anche nel mio nuovo libro Fai Carriera con LinkedIn edito da Hoepli in uscita questi giorni.

newsjacking-curva-diffusione
image_print

Continue Reading No Comments

Perché la Voice Search cambia tutto il Mobile

Ricerca vocale su Google, Siri su Apple e Cortana su Microsoft: questi tre colossi del Web scommettono sul fatto che invece di scrivere detteremo allo smartphone le nostre ricerche o esigenze. E lo smartphone diventerà un assistente vocale che ci consiglierà cosa comprare/fare senza bisogno di leggere.

google-ricerca-vocale

La Voice search sui motori di ricerca sta crescendo a ritmi vertiginosi, specialmente ma non solo nelle fasce di popolazione più giovane che la utilizzano per cercare musica, indirizzi fisici, mappe, ricerche di video tutorial su YouTube. La ricerca con la voce offre enormi vantaggi permettendoti il multitasking e non richiedendo particolare attenzione come quando digiti.

Tecnicamente Google rilascia pochissimo per differenziare le ricerche via voce e via keyboard: sembra ci sia una differenza nei parametri della search query di Google che nelle ricerche a voce nella parte iniziale appende il parametro: gs_ivs=1

La presentazione slideshare spiega come le ricerche vocali vengono trattate a livello algoritmico da Google e Yahoo.



La sintesi è semplice: dovete capire se e quanto il vostro cliente utilizza / utilizzerà la ricerca vocale nei micro momenti e modificare il mobile marketing mix di conseguenza. Noi lo stiamo già facendo su alcuni clienti evoluti, con evidenze sorprendenti.

Benvenuti nel futuro

Nota: Questo articolo è stato dettato (NON scritto) usando l’assistente vocale presente nelle app Google. Ho dovuto correggere circa il 5% delle trascrizioni, risparmiando almeno un 30% del tempo rispetto all’opzione classica di scrivere.
Se non avete ancora provato la Voice search su mobile, scaricate una delle app di Google (ricerca, mappe, documenti o YouTube) su iOS; se avete un dispositivo android con meno di 2 anni, contiene l’app in modo nativo sulla schermata principale.
image_print

Continue Reading No Comments

Cosa sono i Micro momenti mobile?

Quante volte al giorno controlliamo lo smartphone? In media 150 volte o micro momenti. Cosa sono i micro momenti? Sono mini intervalli di tempo in cui abbiamo poco tempo e cerchiamo sullo smartphone un’informazione e vogliamo una risposta immediata che tenga conto delle informazioni native della ricerca su mobile, come l’ora, la posizione e il tipo di dispositivo. Secondo uno studio di Google esistono 3 micro momenti da considerare per il marketing digitale: Esserci, Essere utili ed Essere veloci.

17470913285_01d630162b_b
  • Esserci: vanno individuati i momenti in cui la presenza sul web nel proprio ambito semantico di ricerca è indispensabile. Se sono uno studio dentistico a Milano quando cercano il mio nome, deve uscire nella parte alta dello schermo la mia mappa.
ADC_milano
  • Essere utile: Ci sono quattro tipologie di bisogni di un utente da smartphone: Sapere, Andare, Fare o Comprare. Se sono un dentista a Milano quando cercano il mio nome + indirizzo, deve uscire la mappa con le indicazioni stradali. Sempre se sono un dentista, quando cercano il mio “nome + chiama”, si deve attivare in automatico la chiamata al dentista (questa funzionalità funziona su Android). Il momento del “Voglio Comprare” deve dare al cliente diverse opzioni per concludere l’acquisto, come decidere se comprare on-line, al negozio e su quale dispositivo, ma anche poter chiamare.
  • Essere veloci: la velocità è fondamentale nel mobile (è fattore di ranking SEO mobile). Il sito deve essere semplice, con pochi passaggi per portare a termine un’azione o leggere un’ informazione. L’usabilità è importante, la velocità di caricamento anche: infatti, il 40% degli utenti concedono massimo tre secondi ad una pagina per caricarsi prima di abbandonarla. La ricerca di Google la trovate qui
Il micro-moments marketing da smartphone cambia il modo di proporsi al mercato. Nel prossimo post parleremo della rivoluzione della Ricerca vocale da Smartphone.
image_print

Continue Reading No Comments
SEO/SEM
Newsletter

Oltre 2000 iscritti, rispettiamo la tua privacy